FLORIANO DE SANTI
(Brescia/Roma)

© Ilze Jaunberga 2008
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"ITALIA PICTA IN LATVIA"
 
     Il ciclo pittorico “Italia Picta in Latvia”, documenta i rapporti che la pittrice lettone Ilze Jaunberga ha intrattenuto e continua a intrattenere con l’Italia (dove ha soggiornato a lungo in concomitanza con ognuna delle sue esposizioni a cominciare dal 2004) e del suo interesse per la lingua italiana che parla correntemente. Tanto da meritare di essere indicata a tutti i creativi e gli operatori culturali lettoni, come esempio di interrelazione creativa fertile con l’arte, la lingua e la civiltà italiane. Nei luoghi italiani in cui ha soggiornato ed esposto con successo i suoi dipinti (Forlì, Urbino, Macerata, Pordenone, Bologna, Verona, Venezia, Firenze), l’artista righese ha testimoniato il suo amore per la cultura, la lingua e la civiltà italiane, oggetto personale di culto e studio continuo, raffigurando suggestioni paesaggistiche (sia urbane che extraurbane) e post-modernizzando creazioni artistiche del genio italico. Apprezzata e ben considerata sia dagli studiosi che dagli amatori, perché le sue opere sono risultate generate da un rapporto simbiotico fra sentimento ispiratore e raziocinio ordinatore. L’Italia è divenuta terra d’elezione per la pittrice lettone, dopo essere stata luogo desiderato e autopredestinato durante un suo primo breve soggiorno turistico a Venezia nel 1997, nel periodo della Biennale d’Arte, la prima con un padiglione autonomo della Repubblica di Lettonia. La metamorfosi attuatasi nella sua personalità, realizzando le opere del ciclo”Italia Picta in Latvia”, e l’evolversi della sua operosità artistica, tesa a manifestare estetismi sempre più intriganti e sorprendenti, è oramai irreversibile. Sempre più impegnata nella ricerca di una poetica assolutizzante.
 
     The “Italia Picta in Latvia” cycle of paintings documents the continuing relationship of the Latvian artist, Ilze Jaunberga, with Italy (where, since 2004, she has stayed at length during all of her exhibitions) and her interest in the Italian language, which she speaks fluently. This has led her to be held up as an example to all artists and cultural workers in Latvia of a rich and creative interrelationship with Italian art, language and culture. In the Italian towns where she has spent time and had successful exhibitions of her paintings (Forlì, Urbino, Macerata, Pordenone, Bologna, Verona, Venice and Florence) the artist from Riga has expressed her love of the Italian culture, language and civilisation, subject of her ongoing studies and to which she is devoted, portraying landscape impressions (both urban and rural) and post-modernising artistic creations of Italian creative geniuses. Highly considered and appreciated by experts and amateurs alike because her works seem to have been generated from a symbiotic relationship between inspirational emotion and rational order. Italy has become the Latvian artist's adopted country, since she desired and auto-predestined it during her first brief stay as a tourist in Venice in 1997 at the time of the Art Biennial, the first with an autonomous pavilion dedicated to the Latvian republic. The metamorphosis of her personality that took place as she painted the works in the “Italia Picta in Latvia” cycle and the evolution of her artistic work, aimed at portraying ever more intriguing and surprising aestheticisms is, by now, irreversible. She's ever more committed to the search for an extreme level of poeticism.