JACQUES GUBLER
(Lausanne/Losanna)

© Ilze Jaunberga 2008
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"D’APRÈS GRANDI MAESTRI"
 
in italiano
     Ilze Jaunberga dipinge opere nelle quali manifesta senza infingimenti il suo rapporto privilegiato con la pittura classica dei Grandi Maestri del passato più lontano dalla sua e nostra epoca, riproponendocela metabolizzata e ricreata rispettosamente senza soggezioni., in toto o esemplificata con “particolari” emblematici, su teleri dimensionati con misure che non corrispondono a quelle degli originali referenti, ci risultino essi dipinti o affrescati.
     Concordo con chi ha scritto che fa indossare con eleganza e abitare rispettosamente la pittura classica a bambole unisex apolidi indistinguibili, perché sia fruita più modernamente, scevra da feticismi e idoleggiamenti indotti dal consumismo culturale del mordi-e-fuggi deambulando nelle sale di un museo, oppure sfogliando un libro d’arte.
     L’insieme dei suoi dipinti emblematizza il “rinascimento” pittorico in atto nella Repubblica di Lettonia, come in molte delle ex repubbliche sovietiche dopo la caduta del Muro di Berlino (1989): un “rinascimento” refrattario ai diktat estetici globalizzanti del sistema dell’arte più ossequiata da chi si attiva come giovane individuo creativo, omologandosi alla contemporaneità artistica più esposta e mercanteggiata per lusingare e compiacere chi detiene il potere critico, organizzativo e promozionale.
     Ilze Jaunberga è stata undicenne nell’anno della caduta del Muro di Berlino (1989), tredicenne quando ha scelto cosa fare e chi essere “da grande” (1991, anno della dichiarazione d’indipendenza della Lettonia dall’URSS), ventiseienne nell’anno d’esordio della sua nazione d’origine nella Unione Europea (2004) e dell’inizio dei suoi rapporti ravvicinati con l’Italia.
     Saranno numerosi i suoi estimatori tra i lettori dei libri di Gombrich concordi nel sostenere che l’arte che deriva dall’arte è più ….artistica.
 
in english
     In Ilze Jaunberga’s work, the masterpieces of an ancient past are metabolised with respect and at the same time without fear. Sometimes the classic paintings are reinterpreted in their wholeness, while at other times she prefers to focus solely on details. The sizes of the canvasses employed by the artist are different from those of the original frescoes or paintings. I agree with other critics’ view that her mannequin-like dolls move elegantly across the icons of the past and are the product of the art cannibalism of today. Jaunberga is part of what has been nicknamed the Latvian art renaissance. In Latvia , like the other former Soviet republics, artists are free and willing to dissociate themselves from the globalisation and commercialisation of art. At the time of the fall of the Berlin wall, Ilze Jaunberga was 11. When Latvia became independent, in 1991, the young girl decided what she wanted to do when she grew up. When Latvia joined the European Union, Jaunberga was 26 and started to be known and appreciated in Italy . Her admirers will certainly agree with what is said in Gombrich’s book, that is, that the most artistic type of art is the one deriving from art itself.