L'ALTRANGE
(Barcellona)

© Ilze Jaunberga 2008
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"D’APRÈS GRANDI MAESTRI"
 
     Nella mente di uno studioso spagnolo, le opere di Ilze Jaunberga d’après Giotto, Leonardo, Raffaello, etc., azionano un meccanismo che fa pensare ad altre opere eseguite, come “esercizi di stile”, da illustri artisti moderni, d’après opere di illustri artisti antichi o precedecessori. Due esempi, per quanto mi riguarda, tra i più conosciuti: le tante “Meninas” dipinte su grandi tele da Pablo Picasso d’après Velasquez, gli 80 capricci di Goya metamorfosati nel 1973 da Salvador Dalì e riprodotti in 200 esemplari nel 1977 dallo stampatore/editore parigino Berggruen. Ciò predispone favorevolmente all’approccio critico chi guarda le opere della giovane artista lettone, e potrei non scrivere altro per sintetizzare il mio giudizio positivo.
     La grande pittura classica dei Grandi Maestri del passato, indossata e abitata così come la dipinge la Jaunberga , sollecita nuove riflessioni sulla sua vitalità e validità universale.
     Rallegriamoci con la Jaunberga per la bella idea avuta e concretizzata.
 
      As a Spanish scholar, I cannot help but associating Jaunberga’s reinterpretations of the work of the great masters with similar exercises carried out both by contemporary and old painters.  Let’s think, for example, of the Meninas painted by Picasso as homage to Velasquez and of the metamorphosis of Goya’s capricci painted by Dalì in 1973, reproduced in 200 copies in 1977 by the Parisian printer Bergrueen. In view of this, I consider Jaunberga’s efforts as positive and promising at the same time. Her reinterpretation is the indisputable proof of the vitality of art. Let’s rejoice with the Latvian painter’s intuitions and the way they have taken shape.